Castelli in aria mentre Aprilia lentamente muore.

Castelli in aria mentre Aprilia lentamente muore.

Castelli in aria mentre Aprilia lentamente muore.

Lavori fermi a Casello 45

La storia si reitera, lo diceva Nietzsche parlando di “eterno ritorno”, ma il ciclo della ripetizione temporale ad Aprilia è piuttosto stretto. Infatti, puntuali come orologi svizzeri, i nostri Amministratori ogni qual volta si trovano a corto di argomenti e con la realtà che li travolge, tirano fuori dal cilindro un bel “coniglio” nuovo di zecca. Sono consci del fatto che la realtà quotidiana che i cittadini affrontano, è fatta di strade al limite dell’impraticabile, di servizi scadenti – quando non del tutto inesistenti -, di tariffe sempre più alte. Quindi per tentare di rimanere a galla, si trovano obbligati a usare armi di distrazione di massa nella speranza di farcela anche stavolta. Ora infatti è il turno di uno splendido progetto per la realizzazione di una pista ciclabile che colleghi Aprilia con il litorale di Anzio e Nettuno, finanziabile con fondi regionali. Se pensiamo ai precedenti che riguardano le piste ciclabili (o spacciate per tali) nella nostra città, non possiamo fare a meno di ridere anche se ci sarebbe da piangere. Il problema di fondo è che le agende politiche e giornalistiche non coincidono mai. I giornali e i siti di informazione locali sono pieni di articoli e segnalazioni su disservizi e carenze strutturali gravi, invece la politica si volta dall’altra parte proponendo astrusi progetti e castelli in aria. Sono anni che rivendichiamo la necessità di una modifica radicale delle agende politiche, rivoluzionandole totalmente e mettendo in testa le quotidiane emergenze a cui i cittadini devono far fronte. Ovviamente non siamo ascoltati, ma si sa noi siamo populisti e cattivi. Pensiamo solo a quello che abbiamo sotto gli occhi in tema di strade e infrastrutture, un disastro. Interi quartieri senza impianti fognari e di pubblica illuminazione, mancanza assoluta di controllo del territorio, città disseminata di barriere architettoniche che non consentono a chi ha difficoltà di deambulazione di vivere dignitosamente. Si vuole dare l’impressione che Aprilia sia una città in movimento, mentre essa è avvitata su se stessa e prigioniera da un decennio di una politica incapace. A cui è riuscito solo di peggiorare sensibilmente la qualità della vita dei suoi cittadini. Sarebbe invece necessaria una “rivoluzione del fare”, un quotidiano impegno migliorativo nelle piccole cose che poi diventano grandi. Ma per fare questo ci vorrebbero rappresentanti dei cittadini che ogni giorno lavorino senza sosta per “strappare” finanziamenti e attenzione nelle stanze delle Istituzioni. Invece, quando essi bussano a queste stanze lo fanno solo per prepararsi il campo per la prosecuzione della loro carriera politica, attraverso il sostegno al boiardo di turno. E così la nostra città nel tempo è passata da uno stato di sudditanza ad una vera e propria servitù nei confronti sia della Capitale che del capoluogo. Tutto ciò senza che i cittadini ne abbiano avuto alcun beneficio. E così si va avanti verso il declino e verso la fine di ogni speranza. Basta vedere i dati sulla salute dei cittadini di Aprilia. Pensate sia un caso?

Autoreapriliainprimalinea

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