Costruire la piazza con idee forti

Costruire la piazza con idee forti

Costruire la piazza con idee forti

Apl il corteo per le vie di Roma

Il giorno successivo alla grande adunata di Piazza S. Giovanni a Roma, dove un popolo intero ha dimostrato con la presenza fisica di non sentirsi rappresentato dal Governo, c’è bisogno di analisi. Come da noi sempre sostenuto e dimostrato concretamente, alle affermazioni bisogna far seguire fatti o meglio rendere “azione” il proprio pensiero. Ed è sull’onda di questo intendimento, che siamo stati presenti in piazza con uno striscione recante un messaggio chiaro e non equivocabile. NO IUS CULTURAE. Esso non è semplicemente un richiamo ad un progetto di legge per noi pericoloso e folle, ma una summa di valori e di atti a cui la volontà e l’azione politica devono tendere. Abbiamo ricevuto tantissimi attestati di stima. Abbiamo visto scattare centinaia di foto da parte di uomini e donne provenienti da tutte le parti d’Italia, che volevano farsi immortalare dietro quel messaggio, la curiosità catalizzata dalle tv nazionali e straniere (quella ungherese a cui abbiamo fatto pervenire i nostri apprezzamenti al loro Premier), lo sdegno di un noto giornalista che guardando lo striscione è passato via a inorridito (che soddisfazione!). Sono ancora nella nostra testa le voci di apprezzamento di quei tanti italiani che al nostro passaggio in corteo, ci fotografavano e ci chiedevano di farci uno scatto con loro dietro quello striscione. La forza del messaggio, la forza delle idee. Questa in sintesi la nostra azione. Riempire di contenuti la piazza dopo che essa è stata riempita di persone. Ovviamente il limite di queste manifestazioni è la superficialità dei messaggi, ma il compito dei gruppi come il nostro è convogliare l’attenzione su determinati temi. A noi non interessano i loghi partitici, in quella piazza c’era un popolo che chiede aiuto e essi vogliono soprattutto una speranza, e una via di uscita da questo incubo che è l’odierna post-modernità. Quindi abbiamo il dovere di contrapporre al mondo propinato dai sodali del grande capitale internazionale e globalista, un sistema diverso. Una diversa idea dell’uomo e della società. Per poter fare questo dobbiamo anche calare i discorsi filosofici nella realtà contingente delle persone. Noi saremo ovunque si possa lavorare per l’aggregazione di persone e gruppi sui temi della lotta all’immigrazione, per l’uscita dell’Italia dalla Nato, per uscire da questo Euro e da questa Unione Europea, per sostenere la famiglia naturale e per la creazione di politiche di Sovranità nazionale in ambito agricolo e industriale. Al fianco di queste affermazioni politiche vi è da costruire e comunicare la nostra idea di Nazione e di Europa. Non ci importa con chi farlo, ci importa solo farlo. Non è più il tempo di discutere sugli altri e i loro percorsi, ma di superare le divisioni e creare le convergenze. Noi vogliamo un mondo multipolare, dove le differenze siano un punto di forza e dove l’identità culturale sia il collante. Unire, costruire e lottare. Siamo radicalmente contro la dittatura liberale in atto, e per combatterla dobbiamo parlare proprio con chi in maniera abulica e acritica accetta i dogmi di questa infezione culturale e dello spirito. Quindi se in un movimento esiste una “corrente” in linea con i nostri intendimenti, noi abbiamo il dovere di sostenerla. Tutto il resto non conta, e la piazza di ieri ce lo ha fortemente ricordato. C’è bisogno di idee forti, di messaggi chiari ed unificanti. La nostra militanza più che mai attiva, ci porta ad intervallare giornate come quella di ieri a eventi come quello di lunedì a Roma (vedi foto in basso) sui temi della famiglia e della disabilità, fino al grande evento culturale del 16 novembre (questa volta a casa nostra) di cui parleremo prestissimo. Il nostro cammino è solo all’inizio.

Autoreapriliainprimalinea

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