Il tempo delle decisioni si avvicina.

Il tempo delle decisioni si avvicina.

Il tempo delle decisioni si avvicina.

Apl e Domenico Vulcano

Per i tempi che viviamo ci viene naturale ricordarsi di Spengler, quando in un suo libro parlò di “anni decisivi” poi divenuti anni della DECISIONE. Al grande filosofo tedesco dobbiamo più che mai appoggiarci adesso, in vista delle scadenze e delle sfide che ci troveremo davanti. Infatti come nostro costume, non subiremo gli eventi e cercheremo di essere avanguardia o comunque di ragionare e scegliere con il nostro cervello. I “metri di paragone” saranno l’adattabilità al contesto locale dei principi e delle tesi che le forze politiche nazionali proporranno, nel momento che anche noi dovremmo recarci alle urne. Questo varrà per le Europee di maggio e sia per qualsiasi altra tornata elettorale. Ma nel frattempo dobbiamo preparaci alla mobilitazione poiché quelli come noi non si nascondono dietro un dito. Di questo e di altre questioni strettamente legate al nostro impegno per il territorio, abbiamo parlato in una “cena identitaria” alla quale nel finale si è unito il consigliere Domenico Vulcano. Sul tavolo della discussione c’era il piano di lavoro per i prossimi 6 mesi del nostro Sodalizio, con tutti i dossier aperti in tema di sicurezza, immigrazione, lavoro e ambiente. Ovviamente l’ingresso nel nostro gruppo di nuovi volti ha causato l’allargamento delle tematiche oggetto della nostra attenzione, sempre però nell’ottica di rappresentare un movimento sovranista e identitario ma orgogliosamente civico e sganciato dalle pastoie e dalle indicazioni provenienti dalle segreterie dei partiti. Mani libere sempre e comunque. Il fatto di vedere nella figura di Matteo Salvini il punto di riferimento per la nascita di un “fronte sovranista” nazionale, non vuol dire che le nostre posizioni siano esattamente sovrapponibili a quelle del partito del vice premier, anzi abbiamo dato prova del contrario sul tema degli inceneritori quando ha toccato la nostra zona. Riteniamo di essere nel giusto, e pensiamo che occorra un contenitore civico ma fortemente identitario, sovranista e populista che affianchi la Lega nazionale sui territori, ma senza alcuna subalternità. Non è certo la lungimiranza a farci difetto, e nemmeno la chiarezza nei ragionamenti e nei conseguenti comportamenti. Sono mesi che lanciamo proposte e messaggi di disponibilità verso la creazione di un tavolo di confronto con le altre forze politiche locali affini, ma nulla fino ad ora si è mosso. Quindi, se le esperienze passate nulla hanno insegnato a qualcuno, noi siamo soliti fare tesoro delle lezioni che il tempo ci ha impartito. Ma è bene che anche gli “altri” tengano a mente cosa è accaduto nelle passate elezioni Europee del 2015. Facciamo un breve passo indietro, mentre tutti gli strateghi della politica locale erano intenti ad appoggiare in modo separato e senza alcuna strategia, una serie di candidati provenienti dai partiti mainstream dell’epoca, noi appoggiammo Mario Borghezio. Ed egli fu l’unico ad arrivare a Bruxelles. Ora è chiaro che Aprilia per l’ennesima volta non avrà un suo candidato, espressione del suo contesto sociale e politico, a causa del frazionamento e della mancanza di prospettiva delle forze politiche locali, ma anche della volontà da parte delle segreterie politiche dei principali partiti, di trattare la nostra terra soltanto come terreno elettorale e nulla più. La destra apriliana soltanto recentemente è riuscita a compattarsi – proprio sulla figura di Vulcano – per poi immediatamente ricadere nelle lotte intestine e nei settarismi, a tutto vantaggio di chi sta finendo di distruggere il territorio. Da ora in poi però non basterà più una unità formale e di facciata, facendo finta che politicamente in questi mesi nulla sia cambiato. L’asse si è definitivamente spostato sulle tematiche a noi care del sovranismo e dell’identitarismo. Ed è sciocco rincorrere proprio adesso i rimasugli di quelle forze “moderate” e liberiste, che hanno dettato la linea (fallimentare) degli ultimi due decenni. Bisogna creare l’alternativa e per farlo c’è bisogno di edificatori e di buoni comunicatori. Noi ci mettiamo nella prima categoria, da buoni “manovali della politica” ma allo stesso tempo è necessario ragionare anche sulle figure fisiche che incarnino seriamente le istanze della nostra popolazione. E soprattutto che non siano espressione di “conversioni sulla via di Damasco” da parte di personaggi che ora si scoprono sovranisti quando prima stavano comodamente in ben altri contesti. Purtroppo fintantoché invece di appoggiare e investire in coloro che negli anni hanno fatto la gavetta sui territori, le forze politiche si scanneranno per accaparrarsi i soliti maestri del “riciclo” e delle preferenze, nulla di buono accadrà per il nostro territorio. L’orizzonte futuro delle scelte sarà tracciato in base al contrasto tra sovranismo e internazionalismo, tra popolo ed elite finanziaria, tra interessi dei territori e delle lobby. Destra e sinistra come sono state intese fino a poco fa, sono categorie che appartengono al passato. Chi lo capisce prima meglio fa gli interessi della propria Comunità. Noi lo abbiamo compreso e percorreremo la nostra strada come sempre a testa alta, ricordando la lezione che Spengler ha dato a tutti noi. Basta conoscerla.

 

Autoreapriliainprimalinea

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