L’ambiente usato come grimaldello dalla sinistra liberal-globalista.

L’ambiente usato come grimaldello dalla sinistra liberal-globalista.

L’ambiente usato come grimaldello dalla sinistra liberal-globalista.

foto tratta dalla pagina degli amici “Idraulici”. Piazza S. Babila a Milano dopo la manifestazione di venerdì

Il principale problema dei nostri tempi, non è il riscaldamento globale, ma la deriva parolaia e inconcludente della società. O meglio, di parte di essa. Una parte sempre più numericamente minoritaria ma che in forza dei meccanismi della globalizzazione, pensa ancora di svolgere un ruolo di guida della società nonostante sia essa stessa la causa dello sfacelo odierno. Questa deriva, si esplicita in “appelli”, “sottoscrizioni”, “dichiarazioni d’intenti” che puntualmente rimangono lettera morta o che nel migliore dei casi, servono a chi li sottoscrive per regalarsi i famosi “15 minuti di notorietà”. Non è un particolare risibile quello che porta a nascere tali iniziative, in un preciso ambito politico-ideologico oppure, quello di tentare di egemonizzare la tematica ambientale a fini prettamente elettoralistici o per il mantenimento dello status quo sia locale che nazionale. Tale strategia – stantia ma apparentemente ancora funzionante – è quella di tentare di strumentalizzare le proteste giovanili, più o meno eterodirette, allo scopo di conferirsi una nuova platea da plasmare e indirizzare anche fuori il campo ambientale. Questo lavoro viene portato avanti da personaggi rientranti nell’ambito della sinistra liberal-globalista, pro-immigrazione e fortemente anti-identitaria. Questo è un dato di fatto. La convinzione di costoro, che la tematica ambientale sia ad esclusivo appannaggio di una sola parte politica è dura a morire. Questi “illuminati” però altro non sono che i responsabili che ci hanno portato con le loro idee a questo stato di cose, e che sono i più strenui difensori del sistema del libero mercato e della globalizzazione, che in tutta evidenza è la causa del nostro presente tetro. Localmente parlando, essi sono stati e sono tutt’ora contigui e organici all’apparato che da oltre un decennio s-governa la nostra città, con i ben noti ed evidenti risultati disastrosi non solo in campo ambientale. Ma questa chiara responsabilità non pesa evidentemente sulle spalle di questa presunta e autoproclamatasi élite, poiché continua nonostante tutto a “indicare la strada da percorrere” senza mai far nulla di fattivo. Facciamo sommessamente notare come, in esatta continuità con le generiche rivendicazioni del popolo dei “Gretini”, non vi sia traccia di puntali azioni che dal “basso” possano essere intraprese l’indomani mattina. Facciamo notare come il nostro Sodalizio invece, nel corso degli anni e in assoluta solitudine, abbia decine di volte posto l’accento e l’attenzione con denunce e atti ufficiali alle Autorità, su numerosi temi riguardanti la tutela dell’ambiente e il rispetto delle leggi in materia. Senza mai nascondersi ad esempio, arrivammo nel maggio del 2016 a denunciare il Comune alle competenti Autorità per la mancata applicazione della legge 10 del 14/01/13. Tale violazione, richiamata da Apl innumerevoli volte, ha portato alla mancata piantumazione di oltre 2.500 alberi negli ultimi 5 anni sul territorio cittadino, oltre alla mancata presentazione del “bilancio arboreo” dalle ultime due giunte comunali. Tutto in completa solitudine, senza che nessuno dei “tenutari del verbo ambientale” abbia mosso un dito o emesso un fiato in proposito. Solo noi ad esempio, abbiamo sollevato la questione dell’assenza di un “regolamento comunale sulle emissioni in atmosfera” e sullo stato vergognoso dei fossi che circondano e attraversano il nostro territorio, preda degli inquinatori seriali che spadroneggiano grazie all’assenza di controllo del territorio. Potremmo andare ancora avanti sulla proliferazione delle centrali biogas o legate al ciclo dei rifiuti nell’ultimo decennio, ma non vogliamo tediare chi ci legge. Le strumentali campagne per la salvaguardia ambientale della città e del suo decoro, lanciate in questi anni e che non hanno mai portato a nulla, non sono state in grado nemmeno di dotare i nostri parchi pubblici – o quello che vi rimane – di impianti di irrigazione. E la mancanza di tale semplice ausilio ci ha regalato delle aree che nei mesi estivi assomigliano a deserti o che peggio, sono usati solo come location di manifestazioni “birra e panini”. Si è colpevolmente lasciato alla buona volontà di cittadini e Comitati di Quartiere l’incombenza della cura di alcune aree, senza però cacciare un euro o di prodigarsi per il reperimento di fondi attraverso il coinvolgimento di industrie o eventuali mecenati locali. Dov’erano costoro in questi anni mentre questo succedeva? Quindi lasciate perdere e fatevi un esame di coscienza e prendete atto che voi non siete la soluzione ma il problema stesso.

Il Direttivo di Aprilia in Prima Linea

Autoreapriliainprimalinea

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