Le tre scimmiette: Raggi, Terra e Zingaretti.

Le tre scimmiette: Raggi, Terra e Zingaretti.

Le tre scimmiette: Raggi, Terra e Zingaretti.

Le tre scimmiette: Raggi, Terra e Zingaretti.

Sgombriamo subito il campo: le nostre sono considerazioni politiche frutto dell’analisi dei dati di fatto. Ci limitiamo ad un commento e a rendere nota per l’ennesima volta la nostra opinione sull’argomento rifiuti e connivenze politiche. In sostanza, ci limitiamo a interpretare la situazione odierna come un evidente gioco delle parti dove ogni attore politico importante svolge una parte in un copione già da tempo scritto e più volte recitato. Andiamo subito all’epilogo, facciamo spoiler in pratica: si arriverà ad installare sul nostro territorio o una discarica o un termovalorizzatore. E’ solo questione di “quando” non di “se”. Il trattato di servitù del nostro territorio è stato sottoscritto da anni ormai. I desiderata dei “signori dei rifiuti” sono stati esauditi nel corso degli anni in maniera lenta e progressiva, diremmo quasi in modo inesorabile. Si è creato un sistema talmente solido e ben articolato che ormai la politica locale ne è così invischiata da non avere praticamente più voce in capitolo. O meglio, ogni tanto qualcuno può ritagliarsi il suo quarto d’ora di gloria con dichiarazioni bellicose, ma poi tutto cade nel dimenticatoio. Lo spettacolo deve continuare. Ormai la classe politica è automaticamente allineata, senza nemmeno aver bisogno di ottenerne benefici, ai voleri della lobby dei rifiuti. Le “emergenze” che ciclicamente si ripropongono altro non sono che la risultanza degli atti che la politica insieme a un certo tipo d’industria hanno creato sul nostro territorio per arrivare a chiudere il cerchio. Tutti i Comuni sono uguali davanti alla mondezza ma ci sono alcuni che sono “più uguali degli altri”, e Aprilia è sicuramente uno di questi ma non è l’unico. Siamo un protettorato romano, siamo lo sgabuzzino della Capitale o peggio: la sua pattumiera. Si poteva fare qualcosa per impedire tutto questo ma non è stato fatto. E i cittadini non sono esenti da colpe, anzi. Siamo arrivati a diventare questo perché nel corso degli anni si è permesso che sul nostro suolo si ponessero in essere le condizioni di una occupazione di stampo militare. Gli impianti non sono sbucati come funghi in una notte. Non esiste il “caso” ma la Volontà. Non si capisce come chi stia al governo della città da un decennio possa autoassolversi da qualsiasi responsabilità, scrollarsi di dosso ogni coinvolgimento. Dieci anni sono lunghi e di cose ne sono successe parecchie in questo lasso di tempo, ma tutte sono andate in un’unica direzione. O meglio, tutte le tessere del mosaico sono andate al loro posto. Perché questo si voleva ottenere. Poi che questo stato di cose provochi disagi ai cittadini, siano essi apriliani o romani o pometini non importa. Prepariamoci a sentire nuovamente la favola dei “ristori” alla popolazione sui costi dell’energia o sulla tassa sui rifiuti. Roba già sentita ai tempi della turbogas. Di fatto bisogna chiudere nella nostra zona il ciclo dei rifiuti. Bisogna fare sia una discarica che un termovalorizzatore. Dobbiamo solo vedere quale delle due cose toccherà alla nostra città, con buona pace di tutti. Noi siamo stati sempre avversari di questa deriva; anzi, di questo piano metodico e ben organizzato. Lo abbiamo denunciato in ogni modo e in ogni luogo, ma a poco o nulla è servito tranne che per consentirci di dormire sereni la notte e di stare a posto con la nostra coscienza. Abbiamo combattuto con le poche armi che avevamo a disposizione e possiamo dire di averlo fatto a testa alta. Alla luce della situazione odierna non molti possono dire la stessa cosa.

Daniele Ippoliti Fabrizio Di Carlo

Autoreapriliainprimalinea

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